Impianti Dentali Fissi Senza Osso

DENTI FISSI SENZA LIMITI DI OSSO

Oggi hai lopportunità di tornare a sorridere indipendentemente dalla mancanza del quantitativo e dalla posizione del tuo osso sia mascellare che mandibolare.

Presso il nostro centro di Padova, abbiamo messo appunto, tecniche capaci di riabilitare qualsiasi forma di assenza d’osso mascellare, giungendo al pino recupero con dentatura fissa, di ogni mascellare sia superiore che inferiore.

SIAMO LIETI DI MOSTRARVI TUTTI I NOSTRI PROGRESSI

Desideriamo essere i più chiari possibili, quindi cercheremo di scrivere il più semplice possibile, per far comprendere a tutti i pazienti, quali possono essere oggi le soluzioni a disposizione, come individuarle, comprendere ed infine scegliere.

QUANDO ABBIAMO PROBLEMI DI ATROFIA MASCELLARE, COSA DOBBIAMO FARE? PER ESSERE SICURI DI NON SBAGLIARE?

Mi piacerebbe dire, affidarsi al proprio medico, ma pultroppo alcune varie esperienze, mi inducono a pensare, che meglio sia informare direttamente gli stessi interessati, cioè i pazienti e loro sicuramente faranno i propri interessi.

 

PATIAMO CON QUESTA AVVENTURA SPERIAMO DI SPIEGARCI BENE:

Per prima cosa il paziente con una grave atrofia mascellare deve sapere in quali condizioni attuali vige il proprio osso, quanta quantità è stata persa, nel corso del tempo e quali siano le zone interessata da questa atrofia, se la zona posteriore dell’osso mascellare superiore, oppure la zona frontale, detta Premaxilla da canino a canino. Oppure se la condizione è realmente grave da interessare tutto il mascellare superiore, sia nella zona frontale che quella posteriore.

EVITARE DI ANDARE DA UNO STUDIO ALL’ALTRO SENZA PANORAMICA, MA REALIZZARNE UNA PROPRIA.

Andare dal medico curante e farsi prescrivere una richiesta di analisi con Tac Cone Beam alle arcate dentali, recarsi al primo centro radiologico cittadino e sottoporsi all’esame a pagamento e conservare la propria copia personale di Tac Cone Beam.

COSA FARE ORA? PRENOTARE UNA VISITA PRESSO UN CLINICO DI FIDUCIA E LEGGERE LA TAC CONE BEAM

 

Prenotare una visita presso un centro clinico da un medico di fama e fiducia, per eseguire una visita e entrare in possesso della propria diagnosi. Dobbiamo capire dal medico quanto osso ci manca, in quale delle posizioni l’osso risulti assente ed in quale misura. Una volta che siamo entrati in possesso di queste informzioni, possiamo decidere e valutare di conseguenza, a chi rivolgersi e con quale tecnica farci curare, o quantomeno sappiamo quali tecniche di ultima generazione esistono, per curarci e risolvere la nostra problematica dentale.

PER UN PAZIENTE ATROFICO OGGI QUALI SOLUZIONI ESISTONO? SE SI’: SI POSSONO DIVIDERE E CONFRONTARE?

Certo bella domanda, bene ora in base alla problematica riscontrata possiamo informarvi, di quali tecniche esistono ed in quale categoria, possiamo collocarle, se una tecnica è ORDINARIA Cioè è una tipologia di tecnica sempre usata ed eseguita, oppure appartiene ad una nuova tecnica STRAORDINARIA che appartiene ad una tecniche basale di ultima generazione in ordine di tempo.

ESISTONO TANTE TECNICHE E SOLUZIONI, MA OGGI PER SEMPLIFICARE INSERIREMO LE PIU’ IMPORTANTI

Quando un pazienti atrofico si deve sottoporre ad una riabilitazione dell’intera arcata superiore bisogna sapere alcune informazioni:

Del suo mascellare completo, la mancanza di osso quale di queste zone interessa?

2 La zona Frontale

2 La zona Posteriore

3 Le zona Frontale + Posteriore Entrambe

SOLUZIONI:

PER UN PAZIENTE CHE PRESENTA LA PROBLEMATICA DI ASSENZA D’OSSO MASCELLARE

FRONTALE N1 QUESTE LE SOLUZIONI:

A SOLUZIONE ORDINARIA Con innesti d’osso a blocchi autologo, nella zona frontale del mascellare

B SOLUZIONE STRAORDINARIA Con inserimento di Espansori di cresta tecnica Split Crest, Inserimento di impianti Zigomatici, Inserimento di implantologia a criglia detto anche Sottopirosteo

PER UN PAZIENTE CHE PRESENTA LA PROBLEMATICA DI ASSENZA D’OSSO MASCELLARE POSTERIORE N2 QUESTE LE SOLUZIONI:

A SOLUZIONE ORDINARIA Con la tecnica dei 2 grandi rialzi del seno mascellare, che consiste, nell’apertura di una botola, nella parete del mascellare superiore, inserimento di osso biocompatibile chiusura attesa 6 mesi, riapertura, inserimento impianti chiusura riapertura dopo 6 mesi senza garanzia di successo.

B SOLUZIONE STRAORDINARIA La soluzione da noi realizzata consiste nella tecnica del doppio cerchiaggio dei seni mascellari, inserire 2 impianti Pterigoidei, baipassando i 2 seni mascellari atrofici, ricongiungendoli con altri 2 impianti dentali nasali nella spina nasale nel corticale, + l’inserimento di 2/4 impianti obliqui nel premaxilla, risolvendo completamente il caso con denti fissi.

3 PER PAZIENTE CHE PRESENTA PROBLEMATICA ASSENZA D’OSSO MASCELLARE ANTERIORE POSTERIORE N3 QUESTE LE SOLUZIONI

A SOLUZIONE ORDINARIA Per risolvere questa problematica grave di assenza totale di osso mascellare superiore, sia nella zona frontale che posteriore, il medico interviene realizzando 2 grandi rialzi del seno mascellare bilaterale, nella zona frontale interviene, con l’inserimento di alcuni innesti di osso a blocchi autologhi, da prima prelevati dallo stesso paziente, poi reinseriti, con attese, dolore, costi e senza garanzia di successo finale.

B SOLUZIONE STRAORDINARIA, La nostra soluzioni, in paziente gravissimo, con assenza totale di osso mascellare superiore, sia in zona frontale che posteriore, consiste nell’inserimento di 2 impianti dentali ZIGOMATICI 1 SOLO IMPIANTO X ZIGOMO e l’inserimento di 2 impianti dentali Pterigoidei 1 solo per ogni zona molare posteriore, staccata dal mascellare detta Palatino/Pterigoideo ossp Basale che non si consuma nel corso del tempo, giungendo a risolvere definitivamente con denti fissi questa gravosa problematica di assenza totale di osso mascellare, attraverso la nostra tecnica dell’ancoraggio di 4 impianti presso le ossa basali del paziente, dure e che non si consumano.

ORA ABBIAMO TUTTI GLI STRUMENTI PER CAPIE E DECIDERI, DA CHI E COME CURARCI, CHIEDERE AL MEDICO CHE TECNICA USA E DI CONSEGUENZA SCEGLIERE.

Il pziente ora leggendo questo semplice articolo, una volta in possesso della propria tac, venuto a conoscenza in quale delle zona del mascellare il suo osso risulta assente, se:

1 In zona frontale?

2 In zona Posteriore

3 In zona Fronatale e Posteriore entrambe

A questo punto abbiamo chiaro in mente quali siano le tecniche che possono offrirci i risultati migliori e di conseguenza trovare medici bravi, con esperienza, che realizzano, queste tecniche STRAORDINARIE.

PER COMPLETARE IL PICCOLO CORSO, VI FAREMO VISIONARE 2 CASI CLINICI RISOLTI CON QUESTE TECNICHE STRAORDINARIE

1) IL PAZIENTE PRESENTA ASSENZA DI OSSO ANTERIORE

NOSTRE SOLUZIONI SPLIT CREST, IMPIANTI TRASVERSALI, ZIGOMATICI, IMPIANTI A GRIGLIA SOTTOPIROSTEI

TECNICA IMPLANTARE SENZA IMPIANTI DENTALI GRIGLIA SOTTOPIROSTEI SENZA USARE VITI

 

Risolviamo l’atrofia frontale, con la tecnica dell’espansione di cresta se l’osso oltr che in altezza si sia ritirato anche in larghezza, con un taglio netto sulla crestale del mascellare si divide a panino l’osso si inseriscono dei cunei dilatatori si attende la dilatazione, che giunta, si eliminano i cunei e si inseriscono gli impianti. La tecnica degli zigomatici, si inserisce un’impianto zigomatico, che si ancora nello zigomo in zona apicale e termina in cresta canino premolare in zona terminale. La tecnica della griglia si scolla in mascellare frontle in zona d’atrofia, si preleva un calco si passa al laboratorio, si realizza la griglia si sutura il lembo, a griglia ottenuta si taglia nuovamente la gengiva si inserisce la griglia, si avvita con piccole vitine di osteosintesi e si sutura nuovamente con la fuoriuscita dei monconi, per il fissaggio della protesi.

2) IL PAZIENTE PRESENTA ASSENZA DI OSSO POSTERIORE

NOSTRE SOLUZIONI CON DOPPIO CERCHIAGGIO DI SENO MASCELLARE E 2 PTERIGOIDEI 2 NASALI 3 TRASVERSALI

Con questa tecnica si evitano i 2 grandi rialzi del seno mascellare, baipassandoli con gli impianti pterigoidei, inseriti nelle estramità molari posteriori 1 per ogni lato in zona staccata dal mascellare alveolare detto basale che risulta dura e non si consuma nel tempo Palatino/Pterigoidei, si congiunge con i 2 impianti nasali e 2/4 trasversali inseriti nell’osso residuo del premaxilla frontale.

3) IL PAZIENTE PRESENTA ASSENZA DI OSSO COMPLETA

NOSTRA SOLUZIONI 2 ZIGOMATICI 2 PTERIGOIDEI

Il paziente viene riabilitato, con l’inserimento in zona frontale del mascellare superiore di numero 2 impianti zigomatici 1 solo per ogni zigomo, osso basale, nella parte posteriore, inserimento di 2 impianti pterigoidei, 1 singolo per gni lato posteriore molare zona Paltino/Pterigoideo, staccato dal mascellare osso basale che non si consuma.

 

 

GUARDA LA NOSTRA TECNICA DEL CERCHIAGGIO DI SENO MASCELLARE

NOSTRA SOLUZIONE PER AVITARE IL GRANDE RIALZO DEL SENO MASCELLARE CON L’IMPIANTO PTERIGOIDEO

E’ molto semplice ma geniale, baipassa la zona atrofica, evitando di immettere osso e la raggira con l’impianto Pterigoideo, che si congiunge successivamente andando a chiudere il cerchio del seno mascellare con impianti trasversali in premaxilla frontale con con impianti nasali, nel corticale dell’osso duro della spina nasale.

OPPURE CON IL SUPPORTO DELLO ZIGOMATICO, SE FRONTALMENTE L’OSSO RISULTA ASSENTE TOTALMENTE.

SEGUE LA PARTE ESTETICA, SIAMO UN CENTRO DI RIFERIMENTO PER CENTINAIA DI PAZIENTI IN ITALIA E ALL’ESTERO, SIAMO SPECIALIZZATI NELLE GRANDI ATROFIE MASCELLARI E MANDIBOLARI, LA NOSTRA ESPERIENZA E’ GRANDE ANCHE CON L’ESTETICA ATROFICA ALCUNI ESEMPI.

Paziente sottoposta ad intervento di impianti Zigomatici e Pterigoidei, guarda la sua protesi dentale fissa definitiva

Paziente Marisa sottoposta ad intervento di implantologia zigomatica e Pterigoidea, gurda l’estetica finale, nonostante soffrisse di una gravissima atrofia con ammanco di osso mascellare nelle zone estetiche. Il nostro comparto tecnico con lei si è superato un manufatto realizzato a mano e su misura, ora lei è super contente e super soddisfatta.

 

Impianti dentali senza osso

Impianti dentali senza osso

Il caso della paziente di Cremona, grave assenza di osso mascellare disomogeneo, con residui agglomerati d’osso mascellare, dove verranno posizionati gli impianti dentali senza osso, per giungere alla realizzazione di un’implancatura solidarizzata tra tutti cli impianti dentali con poco osso, che possa offrire alla nostra paziente di cremona un’implantologia a carico immediato senza osso e senza falsa gengiva, con protesi dentali fisse, avvitate a monconi di impianti dentali inseriti in zone dell’osso mascellare attentamente studiate e progettate, per sostenere il carico masticatorio della protesi fissa.

Stai cercando l’implantologia fissa con poco osso?

Se sei un paziente con gravi problemi di assenza d’osso alveolare mascellare o mandibolare, devi sapere, che per riabilitare questi casi cosi’ complessi, bisogna possedere innumerevoli doti, di esperienza, competenza, mani chirurgiche ben allenate, esperienza su dissezione anatomica su cadavere, perchè per la riabilitazione di pazienti atrofici, bisognerà scollare grandi porzioni di mascella, nelle quale sono presenti, zone anatomiche estremamente complesse, pericolose e vitali, come nervi, vene, arterie. Per queste ragioni risulta consigliabile affidarsi a medici esperti e competenti, che possano, offrirti una casistica di interventi oggettivi importanti, come panoramiche del prima e del dopo, foto, video interventi, per ottenere tutti gli elementi che ci consentono realmente di valutare e decidere a quale medico affidarsi, ne và della propria salute

Implantologia senza osso progettazione

Effettivamente allo studio clinico la paziente presenta una grave atrofia mascellare, in ambedue le semi arcate mascellari, questa grave atrofia, alla verifica, non risulta omogenea, ma a sbalzi, in alcuni punti l’osso mascellare residuo risulta alla verifica, ancora buono e resistente, in altre zone, risulta totalmente assente nel suo volume orizzontale.

Impianti dentali fissi senza osso caso clinico

Questo caso risulta estremamente difficile e complesso, aumentato, con la promessa di un carico immediato, per una paziente che di professione e’ a stretto contatto con il pubblico oltre all’impossibilità per ragioni di vomito, la stessa non riuscirebbe a portare per i 6 mesi canonici di osteointegrazione degli impianti dentali nell’osso mascellare una protesi removibile, con palato.

Implantologia poco osso intervento

Per queste ragioni, il nostro chirurgo, il supe Dott. Prof. Roberto Conte, accetta la sfida, e offre il meglio di se’ donando alla paziente quanto promesso, riuscendo in una riabilitazione estremamente grave e complessa, nell’inserimento preciso e millimetrico degli impianti dnetali nelle porzioni di osso residuo della paziente, calcolandone, lunghezza, spesso, diametro ed inclinazione.

Implantologia a carico immediato senza osso video

Se desiderate approfondire le tecniche del Professore e non siete impressionabili, potrete visionare l’intero intervento, per comprendere realmente la complessità e lo stato di partenza  dell’osso mascellare altamente compromesso con una gavissima atrofia mascellare, regressa a porzioni disomogenee.

Impianti dentali fissi senza osso tecnica

Nonostante la gravissima assenza di osso mascellare, il Dott. Prof Roberto Conte, riesce ad inserire ben 4 impianti dnetali nell’arcata mascellare superiore della paziente, procedento ad una riabilitazioni dentale fissa tramite l’implantologia all on four senza osso a carico immediato.

Impianti dentali senza osso mandibola

Una volta terminato l’inserimento degli impianti dentali fissi senza osso nelle uniche porzioni d’osso alveolare residuo, il medico si è preparato per riabilitare anche l’arcata inferiore, la mandibola presenta anchessa porzioni di osso mancante, in alcune zone, mentre in altre nonostante l’atrofia, si sia espansa, alcune zone di porzioni d’osso mandibolare, risultano ancora idonee per l’inserimento degli impianti dentali con poco osso.

Implantologia poco osso solidarizzata

Al termine dell’inserimento di tutti gli impianti dentali nelle uniche zone di osso residuo, il medico procede per aumentare la forza di tutti gli impianti dentali, alla saldatura tra loro tramite l’inserimento di una barra in puro titanio, saldata tra impianto ed impianto, questa procedura aumenta la forza di gruppo e solidarizza tra loro gli impianti dentali, che in questo modo potranno attendere tutti i 6 mesi per osteointegrarsi nell’osso sia mascellare che mandibolare in tutta tranquillità, indipendentemente dalla masticazione, che nel corso del tempo verrà eseguita.

Implantologia senza osso protesi fissa

Terminata la solidarizzazione tra gli impianti dnetali con poco osso vengono realizzate 2 protesi dentali fissa provvisorie, circolari su misura realizzati a mano senza falsa gengiva, che vengono fissati agli impianti dnetali, sia nell’arcata superiore che quella inferiore, in attesa della guarigione degli impianti dnetali nell’osso, al termine del quale, si sostituirà la protesi dnetale fissa provvisoria, con quelle definitive senza falsa gengiva, riabilitando definitivamente la nostra paziente con due circolari fissi senza falsa gengiva ed una funzionalità masticatoria stabile e funzionale.

Tramite l’inserimento di impianti dentali senza osso?

Bene sei nel portale giusto, come puoi visionare il caso appena trattato, risulta appunto una paziente con problematiche di mascella con poco osso, nonostante questo con una visita e una buona progettazione, il dott. prof Roberto Conte è riuscito a ripristinare la funzionalità estetica e funzionale di entrambe le arcate.

Sei un paziente con una grave atrofia mascellare o mandibolare?

Il caso appena trattato è solo uno tra i tanti portati al successo, indipendentemente dalla scarsità ossea, presso il nostro centro super specializzato in riabilitazioni fisse per pazienti con gravi e gravissime atrofie mascellari, puoi trovare l’esperienza, la professionalità e la competenza che stai cercando, per tonare a masticare e sorridere indipendentemente dalla tua gravità.

Impianti dentali Poco Osso? Contatti

Siamo in possesso delle abilità indispensabili richieste, per portare a soluzione questa tipologia di casi complessi, se vuoi sottoporti all’implantologia con poco osso, tramite l’inserimento di impianti dnetali senza osso, per giungere all’inserimento di impianti dentali fissi senza limiti di osso, arrivando a riabilitazione certa con l’implantologia a carico immediato senza osso, con protesi dentali fisse senza falsa gengiva.

Implantologia fissa senza limiti di osso Preventivi

Implantologia poco osso Prezzi

Implantologia e osteointegrazione

In implantologia il termine “osteointegrazione” indica il processo biologico attraverso il quale l’osso mascellare integra l’impianto dentale inserito in esso attraverso la produzione di nuovo tessuto osseo attorno ad esso in modo tale da imprigionarlo e formare un tutt’uno così come l’osso alveolare circonda i denti naturali.

Si dice che l’osteointegrazione è andata a buon fine quando tra la superficie dell’impianto e l’osso non è presente nessun tipo di tessuto connettivo e quando i movimenti “permessi” all’impianto dentale sono inferiori ai 100 micron (in pratica l’impianto è stabile e supportato dall’osso circostante).

Come avviene ?

Prima di poter inserire l’impianto dentale, il dentista deve provvedere a creare, nell’osso, lo spazio necessario e sufficiente ad ospitare la nuova radice artificiale.

Per tale procedura, il medico utilizza delle particolari frese dello stesso diametro dell’impianto in modo da asportare la minor quantità di osso possibile.

Creato lo spazio, si inserisce l’impianto ed inizia il processo di osteointegrazione.

La superficie dell’impianto viene immersa nel coagulo di sangue proveniente dai capillari dell’osso residuo.

Il sangue trasporta le piastrine che, a loro volta, trasportano delle proteine che hanno il compito di attirare gli osteoblasti ovvero cellule specializzate nella formazione di nuovo tessuto osseo.

Nelle prime fasi dell’osteointegrazione, si può assistere alla creazione di “fili” che vanno dall’osso mascellare alla superficie dell’impianto.

Mano a mano che il tempo passa e gli osteoblasti depositano materiale minerale (fosfato di calcio) sui fili descritti in precedenza, questi diventano sempre più spessi fino ad incontrarsi, intrecciarsi e fondersi insieme dando vita al nuovo tessuto osseo perfettamente vascolarizzato (ciò implica la presenza non solo di osteoblasti, per la creazione di nuovo tessuto osseo, ma anche di osteociti ovvero le cellule deputate alla sua disgregazione in base alle leggi biologiche che governano il ciclo di ricambio tissutale).

Terminata correttamente l’osteointegrazione, la superficie implantare è ricoperta da osso per l’80% e l’impianto è pronto per svolgere il suo lavoro di supporto di una capsula così come entrare a far parte di un struttura formata da più impianti ed una protesi fissa o mobile.

Quanto dura il processo di osteointegrazione ?

In base agli studi effettuati, la velocità di osteointegrazione dipende da diversi fattori ma, in linea generale è stato possibile verificare che l’osso dell’arcata inferiore impiega meno tempo per inglobare l’impianto dentale rispetto all’arcata superiore e ciò è dovuto alla qualità dell’osso stesso che è più denso.

Volendo esprimere il tempo medio di attesa, possiamo riportare i dati che solitamente si trovano sui testi di implantologia ovvero:

  • 3 o 4 mesi per gli impianti mandibolari (arcata inferiore);
  • 5 o 7 mesi per gli impianti mascellari (arcata superiore).

Come favorire l’osteointegrazione ?

La ricerca che è alla base della produzione di nuovi presidi implantologici ha fatto passi da gigante negli ultimi anni grazie anche alle nuove tecnologie applicate a questa branca dell’odontoiatria.

Gli sforzi più recenti hanno avuto come oggetto di ricerca la velocizzazione dell’osteointegrazione e tali sforzi hanno prodotto eccellenti risultati andando ad operare su diversi fronti:

Materiale di costruzione degli impianti

Quasi tutti i produttori di impianti dentali si sono uniformati nell’utilizzo del titanio per la costruzione degli impianti dentali poiché è altamente biocompatibile ed inerte (anche se non del tutto) e dette caratteristiche lo eleggono a materiale per eccellenza per favorire l’osteointegrazione.

Esistono comunque anche impianti dentali in ceramica ed in zirconio anche se, finora, sono stati meno utilizzati.

Forma della superficie dell’impianto

E’ stato dimostrato che rendendo “ruvida” o “spugnosa” la superficie dell’impianto, essa facilita e velocizza il lavoro delle cellule osteoblaste ma non solo, in tal modo il nuovo tessuto osseo trova sulla superficie implantare delle mini-insenature all’interno delle quali potersi insinuare e rendere, così, l’impianto più stabile e ritenuto (stiamo parlando comunque di anfratti dell’ordine di micron non di caverne !).

La “rugosità” della superficie implantare è ottenuta con differenti lavorazioni: mordenzatura (che prevede l’utilizzo di acidi) e la sabbiatura.

Se da un lato la nuova superficie di un impianto dentale avvantaggia l’osteointegrazione, dall’altra esiste anche il problema dato dal fatto che tali micro-insenatura offrono riparo alle colonie di batteri patogeni che portano alla perimplantite e, quindi, al riassorbimento dell’osso con conseguente fallimento dell’impianto.

Temperatura di perforazione dell’osso

Le frese utilizzate dall’implantologo per preparare l’osso e creare l’alloggiamento per l’impianto, una volta cominciato il loro lavoro di perforazione tendono a sviluppare calore e ad innalzare di molto la temperatura del sito operatorio.

La temperatura troppo alta dovuta alla fase di fresatura causa la morte (necrosi) delle cellule ossee. Per risolvere questo problema, durante la perforazione dei mascellari si usa un getto continuo di soluzione salina (o liquidi simili) per raffreddare il punto esatto in cui la fresa opera.

Ultimamente sono comparse sul mercato frese particolari che lavorano a pochi giri al minuto e che hanno la caratteristica di non sviluppare alte temperature durante la perforazione, rispettando la massimo i tessuti e velocizzando, così, il processo di guarigione e di osteointegrazione.

Quando un impianto dentale si considera pienamente osteointegrato ?

Dopo aver letto quanto scritto in questo articolo sul processo che vede l’osso mascellare inglobare l’impianto dentale, il lettore potrebbe essere portato a pensare che solo dopo la fine dell’osteointegrazione l’impianto dentale sia pronto e stabile a sufficienza per poter svolgere il suo lavoro senza il rischio di insuccesso.

Non è proprio così e la dimostrazione è data dalla tecnica di implantologia a carico immediato (quando la protesi viene fissata agli impianti molto prima che l’osteointegrazione abbia terminato il suo percorso).

L’implantologia definisce due tipi diversi di stabilità: quella immediata che un impianto dentale assume nel momento stesso in cui è inserito nell’osso mascellare (stabilità primaria) e quella, invece, che assume una volta completata l’osteointegrazione.

Se la stabilità immediata (primaria) è tale da consentire il carico immediato, allora il dentista può fissare la protesi agli impianti (caricare gli impianti) ed il paziente tornerà a casa con i suoi nuovi denti funzionanti anche se dovrà seguire alcune modifiche alla sua dieta evitando cibi duri almeno per il primo periodo.

Nel caso in cui, invece, il grado di stabilità primaria non consenta il carico degli impianti allora questi dovranno “riposare” per il tempo necessario all’osteointegrazione prima di poter servire come pilastri di sostegno della protesi.

Gli impianti dentale fisse anche senza osso

Gli impianti dentali sono delle viti in titanio utilizzate per sostituire le radici dei denti mancanti.

Le viti hanno una forma conica o cilindrica con lunghezza e diametro variabili in base alle necessità.

Il dentista può inserire gli impianti sia nella mascella sia nella mandibola.

Lo scopo del loro utilizzo è quello di sostenere una singola capsula, un ponte di 3 o 4 elementi oppure un’intera arcata quando mancano tutti i denti (edentulia completa).

Altro beneficio attribuibile alle riabilitazioni implanto-protesiche è che, rallentando il riassorbimento del tessuto osseo, prevengono l’invecchiamento prematuro e contribuiscono a mantenere i tratti del viso.

Riabilitando la corretta masticazione, i muscoli facciali tornano tonici a tutto vantaggio della pelle che risulta più tesa, fresca e giovane.

Dal punto di vista pratico è bene affidarsi ad un implantologo specializzato cioè un laureato in odontoiatria che abbia anche frequentato con profitto la scuola di specializzazione in implantologia

Quanti impianti dentali servono ?

La risposta a questa domanda è strettamente legata al caso specifico che il dentista si trova ad affrontare.

Solo dopo un’attenta diagnosi il medico può prospettare al paziente diverse soluzioni implantologiche per la sostituzione dei denti mancanti.

Di seguito riportiamo i casi più frequenti in cui è possibile utilizzare impianti dentali in titanio in sostituzione dei denti persi prematuramente:

Sostituire un dente

DETTAGLI: UN IMPIANTO PER UN DENTE >>

In mancanza di un solo dente le soluzioni sono principalmente due: un ponte dentale in cui gli elementi dentali contigui sorreggono quello mancante

I denti sani che fanno da pilastro devono essere preparati (limati e ridotti a monconi) ed è un vero peccato.

La seconda soluzione prevede l’inserimento di un solo impianto dentale sormontato da un moncone o abutment a cui il dentista fissa la capsula o corona protesica personalizzata.

Per sostituire più denti adiacenti

DETTAGLI: PONTE DENTALE SU IMPIANTI  >>

Per sostituire 3 o 4 denti adiacenti si usa il ponte sorretto da impianti dentali che svolgono il compito di pilastri di sostegno.

E’ possibile aggiungere uno o più impianti nel mezzo per irrobustire la struttura che deve resistere alle forze esercitate durante la masticazione.

Per supportare un’arcata completa

DETTAGLI: PONTE CIRCOLARE COMPLETO  SU IMPIANTI  >>

In presenza di pochi denti mal ridotti oppure in totale assenza di elementi dentali, l’implantologia prevede la riabilitazione di tutta la bocca.

La soluzione più comune è il ponte circolare completo su 4, 6 o 8 viti (raramente si arriva a 10).

Il numero di impianti dentali necessari non è quasi mai in rapporto di 1:1, un dente un impianto.

Una sola vite ha la capacità di supportare più di un elemento dentale finto.

Se le gengive del ricevente sono ancora in buono stato, il ponte completo non ha la classica gengiva rosa (detta flangia).

I nuovi denti protesici escono direttamente dalle gengive del paziente senza la necessità di ricoprirle.

Per ancorare una protesi fissa

DETTAGLI: PROTESI FISSA  SU IMPIANTI  >>

In caso di edentulia totale (mancanza di tutti i denti) ed in presenza di importante recessione gengivale ed ossea, la soluzione è la protesi fissa con flangia Toronto Bridge.

Bastano 4 o 6 impianti dentali per ogni arcata.

La flangia ha lo scopo di nascondere gli impianti e permette di utilizzare denti della giusta misura.

Mancando tessuto osseo, lo spazio vuoto risultante viene colmato dalla gengiva finta.

Se così non fosse, il dentista sarebbe costretto ad utilizzare denti più lunghi con grave compromissione estetica.

Per stabilizzare la dentiera

DETTAGLI: PROTESI OVERDENTURE SU MINI IMPIANTI  >>

La vecchia dentiera, quella che i nostri nonni mettevano nel bicchiere sul comodino prima di andare a dormire, è ormai in disuso.

La protesi mobile, infatti, comporta notevoli problemi di masticazione ma anche di fonetica.

La mancanza di denti è la causa principale del riassorbimento dei mascellari che, assottigliandosi, provocano la profonda modificazione dei tratti del viso.

Una persona senza denti appare più vecchia di quella che è in realtà.

Oggi si preferisce fissare la dentiera con impianti dentali creati appositamente che lasciano al portatore la possibilità di rimuoverla per l’igiene quotidiana.

In questo caso si parla di overdenture su mini impianti dentali con barra o con testa sferica e di protesi totale removibile o semifissa.

Struttura di un impianto dentale

Com’è fatto un singolo impianto dentale ?

In base all’immagine pubblicata sopra, distinguiamo 4 parti fondamentali:

1 Impianto, vite o fixture

L’impianto dentale vero e proprio, detto anche fixture o vite, è la parte che il dentista inserisce all’interno dei mascellari ed ha forma cilindrica o conica del tutto simile alla radice di un dente naturale.

La superficie della vite non è liscia bensì caratterizzata da elementi che migliorano la ritenzione della fixture stessa.

Tali elementi variano da produttore a produttore ma, in generale, possiamo trovare caratteristiche comuni.

La filettatura e le scanalature offrono maggiore superficie di contatto al nuovo tessuto osseo che va ad imprigionare l’impianto rendendolo ben saldo nell’alveolo.

Alcuni trattamenti come: anodizzazione, mordenzatura con acidi e sabbiatura, rendono rugosa o porosa la superficie implantare.

L’irregolarità della superficie implantare è osteoinduttiva poiché favorisce e velocizza il processo di osteointegrazione a tutto vantaggio del paziente che vede diminuire i tempi di guarigione.

2 Abutment

L’abutment o moncone è chiamato componente trasmucoso poiché attraversa le gengive ed ha lo scopo di permettere la connessione con la corona singola, con il ponte oppure con la protesi completa.

Esistono abutment angolati a 45°, dritti, in ceramica, in zirconio ma i più utilizzati sono costruiti con il titanio.

Solitamente l’abutment è un componente a se, ma in alcuni casi può essere parte integrante dell’impianto e forma, con questo, un corpo unico.

3 vite di giuntura impianto-abutment

La piccola vite di giuntura tra impianto ed abutment serve solo nel caso in cui quest’ultimo non faccia parte integrante dell’impianto.

Notiamo la mancanza della vite di connessione nei presidi in ceramica ed anche nei mini-impianti.

4 Protesi dentale

La protesi dentale non fa parte dell’impianto ma abbiamo voluto ugualmente inserirla in questa breve descrizione poiché completa il lavoro del dentista.

In base alla riabilitazione da eseguire, l’implantologo può connettere all’abutment, fissato sull’impianto dentale:

  • una singola corona o capsula protesica;
  • un ponte su impianti;
  • un ponte circolare completo utilizzando viti di ritenzione o del cemento per assicurarla nel cavo orale del paziente

Quanto dura un impianto dentale ?

Tecnicamente l’impianto dentale dura tutta la vita nel senso che è difficilissimo che si verifichi un cedimento od una rottura.

In virtù della bassissima percentuale di rotture molte case produttrici possono permettersi di dare la garanzia a vita dei loro prodotti.

Bisogna, però, fare attenzione e capire bene cosa si intende per garanzia.

Alcuni produttori garantiscono l’integrità dell’impianto e non il fatto che esso rimanga saldamente ancorato al vostro osso per tutta la vita (dall’inserimento in avanti).

Esistono troppi fattori che influiscono sulla durata degli impianti dentali affinché si possa avere una garanzia a vita circa la buona riuscita dell’operazione nel lungo periodo (oltre 10 anni).

Statisticamente, un impianto dentale può durare anche 20 anni a patto di mantenere l’igiene dentale quotidiana, presentarsi alle visite di controllo ed effettuare la pulizia semestrale.

Quanto costano gli impianti dentali ?

In base ai listini pubblicati in rete da molti dentisti, abbiamo cercato di fare una media plausibile andando a ricercare anche le motivazioni di tali prezzi.

Diciamo subito che le nostre ricerche evidenziano una spesa minima di 450 Euro fino ad arrivare a 1350 Euro per ogni vite in titanio.

I prezzi indicati comprendono, di norma, il costo del solo impianto e non il lavoro finito compreso di materiali accessori ed indispensabili.

Quali altri costi ci sono e come mai tanta differenza di prezzo ?

Alla prima domanda rispondiamo che non sempre (quasi mai) nei listini è compreso il costo del moncone dell’impianto dentale e la corona o protesi in caso di arcata completa o parziale.

La differenza di prezzo sta nel fatto che alcune case produttrici investono molto denaro nella ricerca e nei test, soprattutto quelli commissionati a ditte terze che ne certificano i risultati.

Anche il marketing per promuovere un nuovo prodotto fa aumentare il costo degli impianti dentali su cui è spalmato il ricarico per rientrare dalle spese effettuate.

Titanio, zirconio e ceramica

Quali sono i principali materiali utilizzati oggi in implantologia ?

TITANIO

Il materiale in assoluto più utilizzato dai produttori di tutto il mondo è il titanio nella forma (CP4).

L’introduzione di questo metallo si deve alla scuola italiana di implantologia (Prof. Tramonte).

Il titanio è altamente biocompatibile con i tessuti con cui entra in contatto quindi non provoca allergie.

Un’altra caratteristica di questo metallo è la resistenza alle sollecitazioni bio-meccaniche (masticazione).

Da ultimo, ma non per importanza, il titanio favorisce l’osteointegrazione che è il processo di formazione di nuovo tessuto osseo, creato da cellule chiamate osteoblasti.

Il nuovo tessuto duro si posiziona attorno alla superficie dell’impianto per renderlo ben saldo, stabile e formare un tutt’uno con la mascella o la mandibola.

Dopo circa un mese dall’inserimento, è quasi impossibile estrarre la vite; questo a dimostrazione del fatto che le cellule che creanol nuovo tessuto lavorano correttamente.

Per velocizzare l’osteointegrazione e per aumentare il grado di ritenzione, la superficie delle viti non è più liscia come una volta bensì porosa (si parla di microporosità).

ZIRCONIO

Lo zirconio sembra essere una valida alternativa per la costruzione degli impianti dentali ma è ancora in fase di sperimentazione.

Finora non esiste una casistica di studio sufficientemente ampia ed approfondita da far ritenere lo zirconio migliore del titanio.

Le caratteristiche dello zirconio sono la maggiore biocompatibilità e la capacità di ritenere meno placca batterica.

Alcuni dentisti lo trovano più estetico poiché è un metallo bianco.

Bisogna però precisare che il colore dell’impianto non è una limitazione all’estetica poiché la vite deve essere inserita all’interno dell’osso e quindi risulta invisibile dall’esterno.

CERAMICA

Da qualche anno sono apparsi sul mercato anche gli impianti in ceramica compresi di abutment (monconi).

Le caratteristiche della ceramica sono simili a quelle dello zirconio ma, a differenza di quest’ultimo, il grado di resistenza alle sollecitazioni meccaniche è minore.

Il rischio di rotture, quindi, è elevato soprattutto quando il dentista deve lavorare il moncone in ceramica per adattarlo alle esigenze del paziente in cura.

Chi inserisce gli impianti ?

Prima del 1989, l’inserimento delle viti implantari era consentito, per legge, a tutti coloro che avevano conseguito la laurea in medicina e l’abilitazione alla professione medica.

Da quella data in poi, solo gli odontoiatri possono svolgere la professione di dentisti ovvero professionisti che hanno conseguito la laureati in odontoiatria e protesi dentaria.

Implantologia Con Poco Osso

DENTI FISSI SENZA LIMITI DI OSSO

Oggi hai lopportunità di tornare a sorridere indipendentemente dalla mancanza del quantitativo e dalla posizione del tuo osso sia mascellare che mandibolare.

Presso il nostro centro di Padova, abbiamo messo appunto, tecniche capaci di riabilitare qualsiasi forma di assenza d’osso mascellare, giungendo al pieno recupero con dentatura fissa, di ogni mascellare sia superiore che inferiore.

SIAMO LIETI DI MOSTRARVI TUTTI I NOSTRI PROGRESSI

Desideriamo essere i più chiari possibili, quindi cercheremo di scrivere il più semplice possibile, per far comprendere a tutti i pazienti, quali possono essere oggi le soluzioni a disposizione, come individuarle, comprendere ed infine scegliere.

QUANDO ABBIAMO PROBLEMI DI ATROFIA MASCELLARE, COSA DOBBIAMO FARE? PER ESSERE SICURI DI NON SBAGLIARE?

Mi piacerebbe dire, affidarsi al proprio medico, ma pultroppo alcune varie esperienze, mi inducono a pensare, che meglio sia informare direttamente gli stessi interessati, cioè i pazienti e loro sicuramente faranno i propri interessi.

 

PATIAMO CON QUESTA AVVENTURA SPERIAMO DI SPIEGARCI BENE:

Per prima cosa il paziente con una grave atrofia mascellare deve sapere in quali condizioni attuali vige il proprio osso, quanta quantità è stata persa, nel corso del tempo e quali siano le zone interessate da questa atrofia, se la zona posteriore dell’osso mascellare superiore, oppure la zona frontale, detta Premaxilla da canino a canino. Oppure se la condizione è realmente grave da interessare tutto il mascellare superiore, sia nella zona frontale che quella posteriore.

EVITARE DI ANDARE DA UNO STUDIO ALL’ALTRO SENZA PANORAMICA, MA REALIZZARNE UNA PROPRIA.

Andare dal medico curante e farsi prescrivere una richiesta di analisi con Tac Cone Beam alle arcate dentali, recarsi al primo centro radiologico cittadino e sottoporsi all’esame a pagamento e conservare la propria copia personale di Tac Cone Beam.

COSA FARE ORA? PRENOTARE UNA VISITA PRESSO UN CLINICO DI FIDUCIA E LEGGERE LA TAC CONE BEAM

Prenotare una visita presso un centro clinico da un medico di esperienza che infonda fiducia, per eseguire una visita e entrare in possesso della propria diagnosi. Dobbiamo capire dal medico quanto osso ci manca, in quale delle posizioni l’osso risulti assente ed in quale misura. Una volta che siamo entrati in possesso di queste informzioni, possiamo decidere e valutare di conseguenza, a chi rivolgersi e con quale tecnica farci curare, o quantomeno sappiamo quali tecniche di ultima generazione esistono, per curarci e risolvere la nostra problematica dentale in modo permanebte e definitivo, senza perder tempo..

PER UN PAZIENTE ATROFICO OGGI QUALI SOLUZIONI ESISTONO? SE SI’: SI POSSONO DIVIDERE E CONFRONTARE?

Certo bella domanda, bene ora in base alla problematica riscontrata possiamo informarvi, di quali tecniche esistono ed in quale categoria, possiamo collocarle, se una tecnica è ORDINARIA Cioè è una tipologia di tecnica sempre usata ed eseguita, oppure appartiene ad una nuova tecnica STRAORDINARIA che appartiene ad una tecniche basale di ultima generazione in ordine di tempo.

ESISTONO TANTE TECNICHE E SOLUZIONI, MA OGGI PER SEMPLIFICARE INSERIREMO LE PIU’ IMPORTANTI

Se il paziente si deve curara, deve venire in possesso di alcune informazioni:

Deve sapere, se nella sua mascella superiore, l’osso risulta assente, 1 in zona frontale, 2 in zona posteriore 3 Sia Frrontale che Posteriore

2 La zona Frontale

2 La zona Posteriore

3 Le zona Frontale + Posteriore Entrambe

SOLUZIONI:

PER UN PAZIENTE CHE PRESENTA LA PROBLEMATICA DI ASSENZA D’OSSO MASCELLARE

FRONTALE N1 QUESTE LE SOLUZIONI:

A SOLUZIONE ORDINARIA Con innesti d’osso a blocchi autologo, nella zona frontale del mascellare

B SOLUZIONE STRAORDINARIA Con inserimento di Espansori di cresta tecnica Split Crest, Inserimento di impianti Zigomatici, Inserimento di implantologia a criglia detto anche Sottopirosteo

PER UN PAZIENTE CHE PRESENTA LA PROBLEMATICA DI ASSENZA D’OSSO MASCELLARE POSTERIORE N2 QUESTE LE SOLUZIONI:

A SOLUZIONE ORDINARIA Con la tecnica dei 2 grandi rialzi del seno mascellare, che consiste, nell’apertura di una botola, nella parete del mascellare superiore, inserimento di osso biocompatibile chiusura attesa 6 mesi, riapertura, inserimento impianti chiusura riapertura dopo 6 mesi senza garanzia di successo.

B SOLUZIONE STRAORDINARIA La soluzione da noi realizzata consiste nella tecnica del doppio cerchiaggio dei seni mascellari, inserire 2 impianti Pterigoidei, baipassando i 2 seni mascellari atrofici, ricongiungendoli con altri 2 impianti dentali nasali nella spina nasale nel corticale, + l’inserimento di 2/4 impianti obliqui nel premaxilla, risolvendo completamente il caso con denti fissi.

3 PER PAZIENTE CHE PRESENTA PROBLEMATICA ASSENZA D’OSSO MASCELLARE ANTERIORE POSTERIORE N3 QUESTE LE SOLUZIONI

A SOLUZIONE ORDINARIA Per risolvere questa problematica grave di assenza totale di osso mascellare superiore, sia nella zona frontale che posteriore, il medico interviene realizzando 2 grandi rialzi del seno mascellare bilaterale, nella zona frontale interviene, con l’inserimento di alcuni innesti di osso a blocchi autologhi, da prima prelevati dallo stesso paziente, poi reinseriti, con attese, dolore, costi e senza garanzia di successo finale.

B SOLUZIONE STRAORDINARIA, La nostra soluzioni, in paziente gravissimo, con assenza totale di osso mascellare superiore, sia in zona frontale che posteriore, consiste nell’inserimento di 2 impianti dentali ZIGOMATICI 1 SOLO IMPIANTO X ZIGOMO e l’inserimento di 2 impianti dentali Pterigoidei 1 solo per ogni zona molare posteriore, staccata dal mascellare detta Palatino/Pterigoideo ossp Basale che non si consuma nel corso del tempo, giungendo a risolvere definitivamente con denti fissi questa gravosa problematica di assenza totale di osso mascellare, attraverso la nostra tecnica dell’ancoraggio di 4 impianti presso le ossa basali del paziente, dure e che non si consumano.

ORA ABBIAMO TUTTI GLI STRUMENTI PER CAPIE E DECIDERI, DA CHI E COME CURARCI, CHIEDERE AL MEDICO CHE TECNICA USA E DI CONSEGUENZA SCEGLIERE.

Il pziente ora leggendo questo semplice articolo, una volta in possesso della propria tac, venuto a conoscenza in quale delle zona del mascellare il suo osso risulta assente, se:

1 In zona frontale?

2 In zona Posteriore

3 In zona Fronatale e Posteriore entrambe

A questo punto abbiamo chiaro in mente quali siano le tecniche che possono offrirci i risultati migliori e di conseguenza trovare medici bravi, con esperienza, che realizzano, queste tecniche STRAORDINARIE.

PER COMPLETARE IL PICCOLO CORSO, VI FAREMO VISIONARE 2 CASI CLINICI RISOLTI CON QUESTE TECNICHE STRAORDINARIE

1) IL PAZIENTE PRESENTA ASSENZA DI OSSO ANTERIORE

NOSTRE SOLUZIONI SPLIT CREST, IMPIANTI TRASVERSALI, ZIGOMATICI, IMPIANTI A GRIGLIA SOTTOPIROSTEI

TECNICA IMPLANTARE SENZA IMPIANTI DENTALI GRIGLIA SOTTOPIROSTEI SENZA USARE VITI

Risolviamo l’atrofia frontale, con la tecnica dell’espansione di cresta se l’osso oltr che in altezza si sia ritirato anche in larghezza, con un taglio netto sulla crestale del mascellare si divide a panino l’osso si inseriscono dei cunei dilatatori si attende la dilatazione, che giunta, si eliminano i cunei e si inseriscono gli impianti. La tecnica degli zigomatici, si inserisce un’impianto zigomatico, che si ancora nello zigomo in zona apicale e termina in cresta canino premolare in zona terminale. La tecnica della griglia si scolla in mascellare frontle in zona d’atrofia, si preleva un calco si passa al laboratorio, si realizza la griglia si sutura il lembo, a griglia ottenuta si taglia nuovamente la gengiva si inserisce la griglia, si avvita con piccole vitine di osteosintesi e si sutura nuovamente con la fuoriuscita dei monconi, per il fissaggio della protesi.

2) IL PAZIENTE PRESENTA ASSENZA DI OSSO POSTERIORE

NOSTRE SOLUZIONI CON DOPPIO CERCHIAGGIO DI SENO MASCELLARE E 2 PTERIGOIDEI 2 NASALI 3 TRASVERSALI

Con questa tecnica si evitano i 2 grandi rialzi del seno mascellare, baipassandoli con gli impianti pterigoidei, inseriti nelle estramità molari posteriori 1 per ogni lato in zona staccata dal mascellare alveolare detto basale che risulta dura e non si consuma nel tempo Palatino/Pterigoidei, si congiunge con i 2 impianti nasali e 2/4 trasversali inseriti nell’osso residuo del premaxilla frontale.

3) IL PAZIENTE PRESENTA ASSENZA DI OSSO COMPLETA

NOSTRA SOLUZIONI 2 ZIGOMATICI 2 PTERIGOIDEI

Il paziente viene riabilitato, con l’inserimento in zona frontale del mascellare superiore di numero 2 impianti zigomatici 1 solo per ogni zigomo, osso basale, nella parte posteriore, inserimento di 2 impianti pterigoidei, 1 singolo per gni lato posteriore molare zona Paltino/Pterigoideo, staccato dal mascellare osso basale che non si consuma.

GUARDA LA NOSTRA TECNICA DEL CERCHIAGGIO DI SENO MASCELLARE

NOSTRA SOLUZIONE PER AVITARE IL GRANDE RIALZO DEL SENO MASCELLARE CON L’IMPIANTO PTERIGOIDEO

E’ molto semplice ma geniale, baipassa la zona atrofica, evitando di immettere osso e la raggira con l’impianto Pterigoideo, che si congiunge successivamente andando a chiudere il cerchio del seno mascellare con impianti trasversali in premaxilla frontale con con impianti nasali, nel corticale dell’osso duro della spina nasale.

OPPURE CON IL SUPPORTO DELLO ZIGOMATICO, SE FRONTALMENTE L’OSSO RISULTA ASSENTE TOTALMENTE.

SEGUE LA PARTE ESTETICA, SIAMO UN CENTRO DI RIFERIMENTO PER CENTINAIA DI PAZIENTI IN ITALIA E ALL’ESTERO, SIAMO SPECIALIZZATI NELLE GRANDI ATROFIE MASCELLARI E MANDIBOLARI, LA NOSTRA ESPERIENZA E’ GRANDE ANCHE CON L’ESTETICA ATROFICA ALCUNI ESEMPI.

Paziente sottoposta ad intervento di impianti Zigomatici e Pterigoidei, guarda la sua protesi dentale fissa definitiva

Paziente Marisa sottoposta ad intervento di implantologia zigomatica e Pterigoidea, gurda l’estetica finale, nonostante soffrisse di una gravissima atrofia con ammanco di osso mascellare nelle zone estetiche. Il nostro comparto tecnico con lei si è superato un manufatto realizzato a mano e su misura, ora lei è super contente e super soddisfatta.